Granatza,
un vino sardo che resiste

Comune di Orgosolo

Granatza,
un vino sardo che resiste

Comune di Orgosolo

Raccontare Orgosolo
Una giornata dedicata al nuovo vino bianco di Orgosolo: tenace, spigoloso e pieno di carattere, come il suo territorio. Per raccontarlo abbiamo costruito la brand identity, dato vita alle video ricette della challenge e disegnato la landing page dell’evento.

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Il giro della Sardegna
(in 10 giorni)

Non c’entra Jules Verne: ci siamo mossi all’interno del progetto Miradas per raccontare Orgosolo e uno dei suoi frutti, il vino Granatza. Un bianco, in barba agli stereotipi del vino del centro Sardegna, nato con l’obiettivo di sfidare il mercato dominato da Cannonau e Vermentino. Noi, da amanti degli underdog, ovviamente abbiamo sposato la causa. Per farlo abbiamo sfidato 11 ristoranti a pensare il piatto perfetto da abbinare al calice di vino. Un viaggio (in tutti i sensi) che ci ha portato a riscoprire i sapori della Sardegna, molto al di là del clichè “tradizione e innovazione”.

  • Granatza, murales di Orgosolo
  • Granatza: murales di Orgosolo
  • Granatza, murales di Orgosolo
  • Granatza, murales di Orgosolo
  • locandina con logo Granatza
  • Granatza, un vino sardo che resiste
  • Granatza, un vino sardo che resiste 70x100
  • Granatza, locandina nera
  • Granatza, locandina bianca

Destinazione
Orgosolo

La produzione delle video ricette ha contribuito a rafforzare la rete che porterà le bottiglie in giro per l’isola. La scelta del Granatza da parte del consumatore può essere influenzata da uno di questi video, certo, ma passa sempre dalla sua presenza nella carta dei vini. In questo senso Orgosolo si propone come nuova destinazione del vino bianco. Un nuovo scenario forse inaspettato per molti, ma che nasce da un allevamento del vitigno iniziato tanti anni fa. Ai ristoratori non abbiamo imposto uno script, quasi il contrario: col loro abbiamo fatto una chiacchierata a favor di camera, per favorire spontaneità e disinvoltura. Il resto lo hanno fatto i colori presenti sul piatto.

Dare forma
(e colori) all’evento

Ma come mettere su carta un evento in cui si dibatte, si costruisce e si beve insieme?

L’approccio di 37, come sempre, parte dalla conoscenza del territorio: dire Orgosolo significa dire resistenza, arte, paesaggio, murales, natura…a voi quali altre parole vengono in mente? Per questo abbiamo subito abbandonato il sentiero del classico logo e della classica locandina fotografica con grappoli d’uva per andare in una direzione artistica coerente con il territorio, coraggiosa, militante. Abbiamo scelto i murales più rappresentativi, gli scorci più iconici del paese e abbiamo sintetizzato, sintetizzato e ancora sintetizzato.

Il risultato?

Nel nuovo logo abbiamo unito le pennellate dei murales, la forma del viticcio della pianta e la lettera G, iniziale del nostro prodotto. Un forte richiamo al muralismo che abbiamo mantenuto anche nell’illustrazione protagonista della grafica.

In questa infatti abbiamo immaginato che dalla punta del Monte Novo San Giovanni, la cima più famosa del paesaggio orgolese, sbucasse non la parete rocciosa meta di tante escursioni, bensì una mano che brinda con un calice di vino. Il frutto di Orgosolo che sboccia direttamente dal territorio: come nella realtà, ma nello stile dei murales del paese che ci hanno ispirato nei tratti e nelle forme. Chi doveva decidere ha preferito non farlo, scegliendo di mandare in stampa tutte e tre le versioni proposte: “son tutte troppo belle per non stamparle” ci è stato detto durante la presentazione. Ci vorrebbero più feedback di questo tipo.

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